Per qualche misterioso motivo, la tessera magnetica non vuole caricare l’abbonamento di settembre (inutile dire che simili problemi, con i cari vecchi abbonamenti cartacei, non c’erano). Ben tre biglietterie ferroviarie provano a registrare i dati, ma ottengono sempre un messaggio di errore. I bigliettai, sempre molto gentili e cortesi, mi consigliano di provare altrove.
L’ultimo bigliettaio mi indirizza all’edicola della stazione, dotata del magico apparecchio in grado di caricare gli abbonamenti elettronici. Anche lui ha problemi a caricare i dati, ma non demorde e inizia a imprecare. Tra una bestemmia e una parolaccia, l’abbonamento viene caricato.
La moglie dell’edicolante mi sorride: “Non si preoccupi, fa così anche con la lavatrice, e funziona sempre”.
Non so se Dio esiste ma, se esiste, è un po’ masochista, e concede favori solo a chi lo insulta.