Archives for luglio 2008

L’abiura

Piergiorgio Odifreddi legge l’abiura di Galileo (sempre dal Festival della mente di Sarzana).

Paolo Poli, favole

Dal Festival della mente del 2007

Incontri fortunati

Avendo dunque la certezza di trovarmi di fronte ad uno strano ibrido tra la Binetti e Pecoraro Scanio…

Antologia alla pagina della sfinge « Snow Crash.

Effettivamente, avrebbero bisogno di un buon PR

Certo, questa cosa che durante la latitanza Radovan Karadzic si leggeva tutte le sere la Bibbia, boh, mi ricorda quell’altro bel tipo, Saddam Hussein, che nella sua celletta leggeva tutto il giorno il Corano. E quindi – rischiando l’inferno – mi viene da dire che questo buon Dio delle Scritture non è che abbia proprio degli eccellenti testimonial.

L’espresso | Piovono rane » Blog Archive » I massacratori testimonial di Dio di Alessandro Gilioli.

yo Mama

Obama To Change Name To yo Mama

Così mi scrive un certo rick per convincermi ad acquistare del viagra.

L’idea di una scheda elettorale con “yo Mama” mi ha rallegrato la giornata.

interferenza illecita nella vita privata

Riprese «osé» al supermercato, denunciato – ViviMilano

E invece lui, un pensionato 59enne di Treviglio (Bergamo), non era interessato ai prodotti esposti e alle offerte speciali, ma a un altro tipo di attrazione: aveva piazzato sul cestino una microtelecamera, con la quale riprendeva le «parti nascoste» delle clienti più giovani e belle. Un sistema decisamente ingegnoso, che è costato al pensionato una denuncia da parte dei carabinieri di Treviglio per «interferenza illecita nella vita privata».

Se sei un pensionato che spia sotto le gonne, vieni (giustamente) denunciato per “interferenza illecita nella vita privata”.
E quelli che vogliono obbligare Eluana Englaro a restare attaccata alle macchine per l’idratazione artificiale? Non è interferenza illecita nella vita privata anche questa?

Ubriachi al volante (e in redazione?)

Apprendo da Metro (edizione di Milano del 24/7/08, p. 8) che «uno su tre guida ubriaco» e che «il 7% degli incidenti è provocato proprio da conducenti ubriachi».

Adesso, se è vero che il 33% dei guidatori (ubriachi) provoca soltanto il 7% di incidenti, io la prossima volta che devo guidare mi bevo un paio di birre…

Certa gente non sa proprio godersi i film…

Platone, Nietzsche, Popper e il mito del Pipistrello – Il Sole 24 ORE

È un confronto tra titani: Platone, Nietzsche e Popper si combattono in un agone in cui idealismo, nichilismo nella sua variante decostruttivista ed empirismo critico sono i vessilli. No, non sono ammattito.
Joker è allo stesso tempo Dadà e Derrida, il filosofo poststrutturalista francese. Derrida, che si ispira a Nietzsche, Freud e Heidegger, afferma che la filosofia occidentale è sempre andata alla ricerca di un Senso ultimo, attraverso la contrapposizione binaria di due elementi di cui uno buono e l’altro decadente (logos e scrittura è l’accoppiata che più lo intriga). Tutto sbagliato, non c’è senso, viviamo in una aporia senza un Centro di Gravità e concetti come verità, essenza, presenza, la soggettività dell’io vanno demistificati. Ma questa aporia non è negativa, è «la gioiosa affermazione del gioco del mondo e dell’innocenza del divenire». Senza freni, giocoso, immorale, esistente in quanto creatore al di sopra degli altri, in una parola, Joker.
Dent è un anziano Socrate, il più platonico. Alla ricerca del Bene ultimo, sa che il mondo terreno, quello quotidiano, è una pallida imitazione di quello delle Idee, l’Iperuranio dove risiede la Giustizia-insé. Ma lui, Filosofo-Giustiziere cerca di raggiungerlo, pronto al martirio pur di non commettere ingiustizia. Peccato che quando il sistema dei puri crolla, il puro possa diventare massimamente impuro.
Infine abbiamo Popper e tutta la cricca di empiristi per lo più anglosassoni e scozzesi come David Hume. Essi vivono tra conseguenze inintenzionali dell’operato umano e se ne rendono conto. Batman assesta colpi alla Mafia, ma scatena la violenza incontrollata di Joker. Gordon si serve dei poliziotti più efficienti chiudendo un occhio sulla loro corruttibilità e ottiene perciò dolori e sconfitte. E i due non sono nemmeno sicuri del Fine Ultimo: una Gotham perfetta? Non si arrischiano a immaginarla, ricercano tra tentativi e errori un metodo, falsificabile e senza garanzia di permanenza («Il fatto che il Sole sorga ogni giorno non ci assicura che sorgerà domani» avrebbe chiosato Hume), ma la loro filosofia è proprio questa, una ricerca senza fine, cercando di violare il meno possibile i diritti degli altri (che non coincidono necessariamente con il Diritto Positivo).

Il dito medio di Bossi

Domenica 20 luglio 2008, durante il congresso della Liga Veneta, Umberto Bossi «alla personale galleria “anti-istituzionale” ha aggiunto un’altra provocazione: un gestaccio – il dito medio sollevato – all’Inno di Mameli che chiede a tutt’Italia di essere “schiava di Roma”» (“Bossi, insulti all’Inno e guerra ai prof del Sud”, Il Secolo XIX, 21 luglio 2008, p.1).

Uno potrebbe scandalizzarsi chiedendosi la compatibilità di quel gestaccio con il giuramento di fedeltà alla Repubblica che Bossi, in quanto ministro, ha fatto.
Io, più prosaicamente, mi scandalizzo perché un ministro della Repubblica non è evidentemente in grado di comprendere un testo relativamente semplice come l’inno italiano: ad essere schiava di Roma non è l’Italia, ma la vittoria. Sicuramente è colpa degli insegnanti di Bossi, tutti meridionali.

Umorismo involontario?